Iniziamo con l'analizzare la grapich novel in sé, ci ritroviamo catapultati nella vita di questa bambina, Anita, che insieme alla sua famiglia si trasferisce dal suo amato sud, al nord, più precisamente nella provincia bergamasca ed è proprio lì, nell'inverno del 1984 che inizia la nostra storia.
Anita non riconosce più la sua vita e neanche se stessa, non si ritrova in tutto ciò che fa: vorrebbe essere come il fratello perchè ai suoi occhi la vita così scorrerebbe più facilmente.
Si ritrova a fare amicizia, quasi per caso, con due bambine: rispettivamente Tina ed Elena. La prima più estroversa dall'animo mascolino, le piace il calcio e non ha niente a che vedere con i modi più femminili di Elena, più tranquilla e composta anche per via di un disturbo che potrebbe costarle la vita.
Il racconto è un continuo susseguirsi di momenti di vita di questa ragazzina che da un momento all'altro vede la sua vita cambiare sotto i propri occhi, a causa della malattia della madre. Vediamo il tutto descritto con un tatto disarmante, sia per quanto riguarda i dialoghi che le tavole, colorate ma allo stesso tempo spente, piene di dettagli ma prive di disordine, a mio parere un mix completamente perfetto per descrivere tutto ciò. Il modo in cui vediamo vivere Anita in questo periodo buio spezza in due, come si approccia alla madre pur intuendo la sua debilitata sanità mentale e fisica in quel periodo, mentre invece il fratellino, non si accorge quasi di nulla, anzi la sua vita trascorre senza problemi. Ma se da una parte vediamo il fratellino vivere nella più completa bambagia come è giusto che sia alla sua età, Anita invece organizza un piano con le sue amiche che secondo lei potrebbe salvarla da tutto, e salvare anche le sue amiche, essendo che anche per loro la vita non ha riservato nulla di semplice fin da bambine.
Ovviamente cosa ve lo dico a fare, la fine mi ha lasciato un vuoto dentro come ogni storia che si rispetti, sopratutto quando si toccano temi cosi delicati. Mi sento di consigliare a tutti questa grapich novel, anche a chi non è amante del genere, io ad esempio mi sto addentrando in questo genere da alcuni mesi e questa grapich novel mi ha dato ancora più voglia e grinta di continuare con questo genere.
Il mio pensiero finale va ad una teoria che ho sviluppato esattamente nel momento in cui ho visto l'ultima tavola, ovvero tante volte possiamo avere una grande storia da raccontare intrisa di momenti molto riflessivi e temi toccanti, a parer mio non c'è modo migliore per raccontarla che con una grapich novel, molti sottovalutano questo genere di libro ma a parer mio, danno molte più emozioni dei libri stessi tante volte.
Il modo con cui questa grapich novel mi ha toccato il cuore è sensazionale, veramente complimenti, queste tavole ti entrano nel cuore e non se ne vanno più, l'ho già riletta e spero tanto in un sequel.
Commenti
Posta un commento